Ficha de artículo : 448382
Hendrick Van Somer, San Gerolamo, XVII secolo, olio su tela
Época: Siglo XVII
Hendrick Van Somer, San Gerolamo, XVII secolo
Olio su tela, Misure: cornice: cm P 6 x L 156,5 x H 117; tela cm L 137,5 cm L 98
Prezzo: trattativa riservata
Oggetto corredato da nostro certificato di autenticità
Il dipinto, di grande qualità, è attribuito al celebre pittore Hendrick Van Somer (Lokeren, 1607 - Napoli, 1656). Raffigura San Gerolamo penitente, colto in un intenso momento di meditazione e di preghiera solitaria. L’anziano santo è presentato a mezzo busto, nudo fino alla vita, il corpo scavato e nervoso illuminato da un fascio di luce caldo che si staglia sul fondo bruno, secondo un gusto chiaroscurale di ascendenza caravaggesca. Il manto rosso, avvolto intorno ai fianchi e ricadente in ampie pieghe, allude alla dignità cardinalizia di Gerolamo, mentre il libro aperto in primo piano richiama la sua instancabile attività di studioso e traduttore della Bibbia. Il crocifisso ricorda l’opera intellettuale di Gerolamo che nasce dalla contemplazione del mistero della croce: i libri evocano la sua sapienza di dottore della Chiesa, il crocifisso ne orienta e corregge la conoscenza, ricordando che ogni sapere umano deve sottomettersi alla fede e alla redenzione operata da Cristo. Le mani nodose, appoggiate al volume, e il volto scavato, raccolto in una concentrazione assorta, accentuano la dimensione interiore e drammatica della scena, concepita per coinvolgere emotivamente l’osservatore.
L’attribuzione a Hendrick (o Hendrick de) van Somer, noto in Italia come Enrico Fiammingo, si fonda proprio su questo linguaggio pittorico, che unisce un forte naturalismo di matrice riberesca a una resa più morbida e calda del colore, vicina alla sensibilità napoletana del Seicento. Pittore fiammingo attivo a Napoli, dove è documentato dal 1624 fino alla morte, van Somer fu uno dei principali seguaci nordici di Jusepe de Ribera e tra i protagonisti della corrente caravaggesca locale. La critica gli attribuisce numerosi soggetti devozionali a figura unica – tra cui più versioni del tema di San Gerolamo – oggi conservati in collezioni pubbliche e private a Roma, Napoli e Londra. In queste tele l’artista predilige impostazioni ravvicinate, fondi scuri, corpi segnati dal tempo e un uso espressivo del rosso e dell’ocra, tutti elementi riscontrabili anche nel presente dipinto.
San Gerolamo (circa 347–420) è uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa latina, celebre per la traduzione della Bibbia in latino (la Vulgata), che lo ha reso modello di erudito cristiano e patrono di studiosi, traduttori e bibliotecari. Nell’iconografia occidentale egli viene spesso rappresentato come eremita penitente nel deserto, semivestito di un semplice panno, in atteggiamento di meditazione. La scena qui raffigurata è un’immagine tipica della devozione seicentesca, pensata per l’uso privato, capace di unire pathos teatrale e introspezione psicologica, e perfetta per arricchire una collezione di dipinti barocchi d’ambito napoletano con un soggetto di forte impatto emotivo e grande qualità pittorica.
Il dipinto è presentato all’interno di una cornice lignea modanata e meccata del XIX secolo. A breve verrà eseguito un restauro conservativo e di pulitura della materia pittorica.